Wim Wenders scopre la Calabria

Wim Wenders, regista de Il Cielo Sopra Berlino, salpa in Calabria per raccontare l'immigrazione: quella bella
Di Luigi Riccio


CINEMA. Tra le colpe di Rosarno una tra tutte pesa più di altre: quella di aver oscurato l’altro lato, quello virtuoso, della Calabria. A ricordarlo ci pensa Wim Wenders con il suo nuovo film, Il Volo, primo film-fiction girato interamente in 3D. – il vero muro è crollato in Calabria- ha affermato l’autore de Il cielo sopra Berlino, raccontando di come sia possibile coniugare l’accoglienza ai rifugiati con lo sviluppo economico del luogo. La storia è ispirata dagli avvenimenti di Riace, Caulonia e Badolato; paesi minacciati dall’emigrazione e dallo spopolamento i cui sindaci, con l’arrivo dei primi profughi negli anni ’90, decidono di offrire loro alloggio e lavoro, aprendo le porte delle case ormai vuote. Quello della Calabria è infatti il primo esempio di resettlement in Italia, che vanta addirittura di una legge regionale sull’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati politici.
Girato tra Scilla e Badolato, e della durata di 32 minuti, il film narra di un bambino e del sindaco del paese in cui, per lo spopolamento, anche organizzare una partita di pallone appare impossibile. Nel mentre giungono i primi barconi di profughi dall’Africa: evento che, dopo un primo momento di confusione, sarà accolto come la spinta rigeneratrice della città.

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